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Agricoltura biodinamica: nuova frontiera?

by Sinonimo di benessere

Sapete cosa si intende con agricoltura biodinamica? Alcuni di voi starà pensando a un qualche legame con l’agricoltura biologica, è normale. Ha in effetti qualcosa a che fare con il biologico ma è totalmente differente. Dunque per cosa si distingue questo metodo? Può essere considerato un’alternativa credibile per l’alimentazione? Cerchiamo di capirne di più sul biodinamico e sulle credenze che lo accompagnano.

Iniziamo specificando che con agricoltura biodinamica si intende un modo di fare agricoltura dove tutto il territorio è considerato un vero e proprio organismo vivente che opera in modo complesso.

Piante, terreno e animali sono parte di un unico sistema naturale circolare le cui relazioni si bilanciano tra loro senza bisogno di input esterni, parti di un ciclo dove tutto rinasce e muore. Semplificando, possiamo dire che è una sorta di biologico portato agli estremi. In che senso? Ve lo spieghiamo subito!

Preservare la biodiversità e la fertilità dei terreni senza utilizzare OGM, concimi chimici e pesticidi, sono concetti fondamentali per questa forma di agricoltura, proprio come per l’agricoltura biologica. Fondamentale per preservare la fertilità del suolo è poi la rotazione delle colture: pratica che evita uno sfruttamento intensivo del terreno. In un perfetto equilibrio uomo-natura l’obiettivo è ottenere degli alimenti adatti e sani avendo massima cura della terra che, in cambio, si prende cura di noi.

Nel metodo biodinamico è permesso poi utilizzare solo dei particolari preparati biodinamici a base di erbe e minerali con lo scopo di fertilizzare il suolo e trasferire forze cosmiche e soprannaturali alla terra. L’agricoltura biodinamica infatti segue i cicli lunari e i segni zodiacali, sia per la semina che per i lavori nei campi.

Proprio questa concezione a tratti olistica e vicina al misticismo, ha portato la pratica del biodinamico, nel corso della sua evoluzione, a incontrare le resistenze della scienza.

Sapevate che l’agricoltura biodinamica è nata molto prima dell’agricoltura biologica? I principi sono stati infatti impostati da Rudolf Steiner, filosofo e ideatore anche del metodo educativo di Waldorf.

Austriaco, visse tra la fine ‘800 ed inizio ‘900. Da sempre interessato all’esoterismo, si avvicinò anche all’agronomia su richiesta dei contadini dell’epoca con l’intento di incrementare la produzione dei propri terreni. Fu così che gettò le basi sulle quali poi si svilupparono le pratiche più conosciute tra gli agricoltori biodinamici.

Nel 1924, infatti, il famoso antroposofo tenne una serie di incontri con degli agricoltori per trovare una soluzione diversa che non impiegasse additivi chimici per l’allevamento e la coltivazione nelle fattorie. Steiner qui formulò in pubblico la sua idea di biodinamica basata sull’interconnessione tra terreno e cielo. Secondo Steiner, la fattoria è un organismo in cui le relazioni tra gli elementi che la compongono ne permettono la sopravvivenza reciproca: e quindi tutti – contadini, animali e piante – devono concorrere a fertilizzare, nutrire e mantenere in salute l’intero ecosistema.

Boicottata dal regime nazista e tornata in voga alla fine degli anni ’40, l’agricoltura biodinamica è regolata oggi dall’associazione Demeter, l’unica in grado di fornire una certificazione ai prodotti ottenuti seguendo le linee guida dell’agricoltura biodinamica (tutti questi prodotti devono anche essere certificati biologici).

Nonostante in Italia si sia fatta strada solo negli ultimi decenni, l’agricoltura biodinamica ha il suo bacino di consumatori, anche sull’onda dell’aumentata attenzione nei confronti delle tematiche ambientali.

Attualmente ci sono circa 450 i produttori biodinamici certificati da Demeter, i quali, come detto, devono anche obbligatoriamente attenersi al Regolamento UE sul biologico. Da sottolineare, inoltre, che l’Italia, con oltre 11mila ettari, è seconda al mondo per la superficie destinata a questa forma di agricoltura e in totale i produttori biodinamici italiani fatturano circa 450 milioni di euro l’anno. Solo la Germania, con più di 72 mila ettari, supera queste cifre.

Questi dati confermano quanto siano di poco interesse i principi non prettamente scientifici dietro sui si basa questo tipo di agricoltura, quanto è sempre più importante, invece, l’attenzione nel consumare cibo sano, per noi e per l’ambiente.

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