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L?effetto Bohr e l?ossigenazione durante l?attivit? fisica

by Sinonimo di benessere
ragazza che si allena ad alta quota

Se svolgi attività fisica sai bene che c’è un elemento fondamentale a cui prestare attenzione. Probabilmente la base di tutto, il pilastro portante: la respirazione. Ma cosa succede quando i tessuti non ricevono abbastanza ossigeno? Ce lo spiega Simone Cipriano, esperto in nutrizione cellulare. 

Lo sappiamo, l’attività fisica è la prima grande alleata del benessere.
Che tu stia muovendo i primi passi o che tu sia un atleta professionista, i benefici sul corpo sono immensi: migliora le funzioni cardiovascolari, rinforza l’apparato muscolo scheletrico, è un’ottima alleata per il metabolismo e il sistema immunitario, oltre a migliorare l’umore e a garantirti tutte le energie necessarie per affrontare le tue giornate.

Anche una camminata veloce può fare la differenza. A parità di condizioni atmosferiche, di passo e ritmo, molto spesso la camminata ti fa consumare più calorie della corsa. Ed è molto meno traumatica. Allena i muscoli senza stressarli e riduce l’usura delle articolazioni. Basta pochissimo: mezz’ora al giorno.

Che tu stia correndo, camminando, andando in bicicletta o svolgendo esercizi, c’è un aspetto fondamentale da considerare, probabilmente il primo elemento base: la respirazione.

È importante garantire a tutti i tessuti la giusta quantità di ossigeno, senza stressarli oltre il limite sopportabile. Ciò non avviene sempre, soprattutto in una sessione particolarmente intensa o se stai correndo ad alta quota.

In questi casi il nostro corpo mette in atto una forma di difesa. Potremmo chiamarli sistemi “tampone”.

Questi sistemi riforniscono i muscoli di ossigeno quando sfori la soglia aerobica e quindi quando inizi a produrre metaboliti di scarto, come ioni, idrogeno e di lattato.

 Vediamo nel dettaglio quali sono i meccanismi che si attivano all’interno del corpo, cerchiamo di capire meglio cosa succede all’ossigenazione dei tessuti durante l’attività fisica.

Il 2,3 DPG (acido 2,3-bisfosfoglicerico) ha proprio l’effetto di deacidificare i muscoli se li stai sottoponendo a uno sforzo estremo.
In pratica, nel caso in cui l’organismo si trova in una condizione prolungata di carenza di ossigeno, si avvia un aumento della sintesi di 2,3 difosfoglicerato nei globuli rossi. Una sorta di sistema di difesa che arriva a ossigenare i tessuti.
Questo meccanismo non dura tantissimo, devi comunque cercare di ventilare e respirare il più possibile, costantemente e profondamente. I meccanismi di “salvataggio” esistono ma sono ridotti in termini di tempo e di potenza.

Allo stesso modo, quando il corpo tende ad acidificarsi e a passare da 7,4 a 7,2 di scala del ph, entra in azione l’effetto Bohr. Vale a dire il rilascio di molecole di ossigeno da parte dell’emoglobina quando questa è influenzata dalla concentrazione di H⁺ e CO₂.  

L’effetto Bohr ha conseguenze sia sull’assunzione di ossigeno a livello polmonare, che sulla sua cessione a livello dei tessuti.

 

mi presento...

Laureato in Scienze Motorie e dello Sport, tecnico esperto in nutrizione cellulare, terapista in Medicina Ayurvedica ed in tecniche del panchakarma, Simone vanta collaborazioni tecniche con il CNR di Milano, con altri Istituti di ricerca esteri e con l’Istituto auxologico di Piancavallo (VB). Integrando le terapie fisiche con la rieducazione respiratoria, nel 2010 fonda MasterStudioLabs®, portale in cui racchiude le sue esperienze e conoscenza terapeutiche acquisite nella pratica e nello studio.
Nel 2018, grazie alla collaborazione tecnica con figure mediche e tecniche nell’ambito della neurologia, della fisioterapia e delle antiche discipline di riabilitazione tipicamente orientali, Simone crea CALMARIA, un programma di rieducazione al movimento basato sul respiro profondo, che conduce Master Studio labs ad essere uno dei maggiori leader nel settore della riabilitazione respiratoria, anche in soggetti portatori di disabilità.

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