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Caff?: piacere, necessit? o dipendenza?

by Sinonimo di benessere

Il caffè ci fa sempre piacere. Che sia il coffee break per ridarci la carica durante il lavoro o lo studio, l’appuntamento al bar per intavolare lunghissime chiacchierate, o l’espresso post pranzo, gli si attribuisce una sensazione di benessere. Ma, anche nelle giornate più difficili, perdere il conto del numero di tazzine consumate non è mai un buon segno.

Alcuni affermano di non andare oltre le tre tazzine giornaliere, altri invece ammettono anche la quarta nel loro fabbisogno. Oppure c’è chi non osa andare oltre il singolo piccolo espresso. C’è chi poi dice di non aver mai sortito gli effetti della caffeina e chi non riesce a connettersi con il mondo circostante al mattino se non dopo il caffè: la realtà è che dipende dalla quantità che assumiamo.

In effetti il “brodo nero” stimola la circolazione, soprattutto in chi normalmente beve poco caffè: una sola tazza basta per aumentare enormemente la pressione sanguigna. Insomma se l’espresso è l’eccezione nella tua dieta, potresti sentire l’effetto anche per qualche ora.

Guardando i dati, nel mondo ogni anno, una persona consuma in media circa 4,5 kg di caffè, con le dovute differenze: si passa dai quasi 12 kg dei finlandesi, ai 2,5 del Portogallo. In Italia, il consumo pro-capite si attesta vicino ai 6 kg annui. Negli USA i cittadini americani superano di poco i 4 kg. Ma in Europa, i maggiori consumatori risultano essere norvegesi (10 kg), islandesi (9 kg), danesi (8,5 kg) e svedesi (8 kg).

Se ad alcuni il caffè risveglia i sensi, fa rinascere il buonumore ed aiuta a superare il tardo pomeriggio, negli altri provoca il batticuore, il mal di stomaco o incide sulla digestione. Perché? Oltre alla quantità di caffè, ad incidere sui suoi effetti, è anche il fisico di ognuno.

Nel caffè sono presenti più di mille sostanze diverse che causano varie conseguenze. La caffeina è l’alcaloide che tutti conosciamo. Circa venti minuti dopo aver assunto la bevanda, iniziamo a sentirne la conseguenza: la caffeina, infatti, stimola cuore e circolazione. A seconda del nostro organismo, non tutti riusciamo a sopportare l’effetto eccitante che provoca, ecco perché alcuni arrivano a sentire fastidi e malesseri quali nausea, indigestione e forte tensione.

Generalmente, la quantità di caffeina al giorno considerata innocua si aggira intorno ai 350 mg, che equivalgono a circa quattro tazzine di caffè.  Ma attenzione, perché sono consigliate non più di due tazzine al giorno se stiamo parlando della dieta in caso di gravidanza o nel caso di allattamento.

Inoltre la caffeina ha effetti anche su cervello e sistema nervoso. Dai 30 ai 45 minuti dopo aver bevuto caffè, assistiamo a mutamenti quali: aumento della temperatura del corpo, dilatazione dei bronchi e dei vasi sanguigni e stimolazione dei processi digestivi. In molte persone, la sensazione scatenata dall’ “ebbrezza” del caffè è una sensazione di piacere, perché dà la percezione di poter essere più concentrati e attivi, mentre altre persone provano un aumento di vitalità e vigore.

Molti non riescono a svegliarsi al mattino o a superare quella sensazione di spossatezza e stanchezza pomeridiana senza aver bevuto l caffè. La domanda che ci poniamo spesso, in questi casi, è

Avrò sviluppato una dipendenza al caffè?

C’è una buona notizia: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha dichiarato che il caffè non è una droga che crea dipendenza. Resta comunque assodato che bere caffè regolarmente può diventare un’abitudine difficile da sradicare. Il corpo infatti ricorda gli effetti positivi della caffeina e continua a farne richiesta. E se la “sostanza” non arriva si ribella. In questo senso il caffè rende dipendenti, ma non comporta assuefazione.

E se esageriamo? Diciamo che le probabilità di avvelenarsi con il caffè sono alquanto basse. Bisogna assumere circa otto tazze di caffè forte una dopo l’altra prima di iniziarne a vedere i sintomi, tra cui alterazioni all’udito, alla vista, alterazioni del ritmo cardiaco e attacchi di panico.

Ma per fortuna la maggior parte tendono a consumare il caffè come un piacere da concedersi  più volte nell’arco della giornata, in modo tale da dare al corpo tutto il tempo per smaltirlo.

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