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Celiachia: cosa fare dopo una corretta diagnosi?

by Sinonimo di benessere
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Scoprire di essere celiachi, soprattutto in età adulta quando si hanno dei comportamenti alimentari, può essere un grande cambiamento, e non parliamo solo in termini di riscrivere la propria dieta in base al gluten free e liberarsi di alcuni automatismi. Ma per fortuna oggi esistono le etichette, tanta consapevolezza e moltissimi prodotti senza glutine.

La celiachia è un’intolleranza al glutine, componente proteica che troviamo per esempio nel frumento e in numerosi cereali come farro, orzo, segale, kamut. Secondo i dati più recenti forniti dalla Relazione al Parlamento del Ministro della Salute 2018, il numero di celiachi diagnosticati in Italia è 214.239, di cui 2/3 sono donne. A questi sono da aggiungere i non diagnosticati che si calcolano in un rapporto di 6 su 10.

Quella che viene chiamata intolleranza è in realtà una malattia vera e propria: la presenza di glutine nell’organismo crea una reazione autoimmunitaria nell’organismo.

In presenza di questa sostanza l’intestino si infiamma e non riesce ad assorbire i nutrienti. I sintomi sono variabilissimi, si va dal dimagrimento, ai dolori, alla dissenteria. Oppure potrebbero presentarsi in maniera lieve o non presentarsi ed essere una celiachia asintomatica. Data anche la predisposizione genetica è molto importante quindi diagnosticare in tempi brevi la celiachia per evitare così molte conseguenze a cui la malattia potrebbe portare se non correttamente curata.

L’unica cosa da fare dopo una diagnosi positiva è seguire una terapia dietetica e modificare le proprie abitudini alimentari se si è già in età adulta. Seguire una dieta senza glutine richiede però una formazione verso tutto ciò che riguarda il cibo, non basta solo stilare una lista di alimenti che possiamo mangiare. (Ne trovate comunque una piccola nel prossimo paragrafo!)

  • La spesa: l’AIC (Associazione Italiana Celiachia) ha realizzato e mantiene aggiornata, insieme ad esperti del settore, una “classificazione” delle tipologie di alimenti. Grazie a questo strumento si possono conoscere tutti gli alimenti permessi, a rischio e proibiti e arrivare al reparto gluten free del supermercato già pronti. Inoltre è importante leggere sempre le etichette per riconoscere il simbolo che indica l’assenza di glutine nei prodotti: la spiga barrata.
  • La contaminazione: A casa si deve prestare attenzione a tutti i rischi di contaminazione da farinacei: in cucina non utilizzare le stesse stoviglie per preparare pietanze senza glutine se non prima lavate accuratamente. Prestare attenzione a dove si poggiano le posate e tenersi lontani dai piatti con il glutine.
  • Mangiare fuori casa: E quando non hai le tue posate e non sei tu a cucinare? Nessun problema, esistono i locali certificati AIC e molti per fortuna dispongono di doppia cucina per offrire anche ottime portate gluten free. Quando invece il ristorante senza glutine è troppo lontano o non fa consegne a casa, bisogna scegliere un posto che abbia cibi naturalmente senza glutine. É  bene comunque contattare il locale per comunicare la situazione di celiachia.

Qui sotto riportiamo solo alcuni dei cibi che è possibile consumare. La lista completa è consultabile nella pagina dedicata alla dieta del celiaco sul sito AIC. Consigliamo di controllare sempre questa lista per rimanere sempre aggiornati.

Cereali, farine e derivati

  • Avena (l’AIC ne suggerisce il consumo solo per quei prodotti a base di o contenenti avena presenti nel Registro Nazionale del Ministero della Salute.)
  • Riso in chicchi
  • Mais (granoturco) in chicchi, cotto al vapore
  • Grano saraceno in chicchi
  • Amaranto in chicchi
  • Miglio in semi
  • Quinoa in semi
  • Sorgo in chicchi
  • Teff in chicchi
  • Fonio in chicchi
  • Tuberi (patata, patata dolce, patata messicana, manioca, topinambur, ecc.)
  • Prodotti sostitutivi presenti nel Registro Nazionale del Ministero della Salute

Carne e pesce

  • Tutti i tipi di carne, pesce, molluschi e crostacei tal quali (freschi o congelati) non miscelati con altri ingredienti (a esclusione di solfiti, acido citrico, acido ascorbico, citrato di sodio e carbonati di sodio)
  • Pesce conservato: al naturale, sott’olio, sotto sale, affumicato, privo di additivi, aromi e altre sostanze (a esclusione di solfiti, acido citrico e acido ascorbico)
  • Uova
  • Uova (intere, tuorli o albumi) liquide pastorizzate prive di additivi, aromi e altre sostanze (non aromatizzate)
  • Prosciutto crudo
  • Lardo di Colonnata IGP e Lardo d’Arnad DOP

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