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La ciliegia: regina dei frutti di stagione

by Sinonimo di benessere
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La ciliegia è la regina dei frutti di stagione, uno dei frutti simbolo della primavera e dell’estate, nell’antichità addirittura chiamata a rappresentare Venere, la Dea greca della bellezza. E si dice che una ciliegia tiri l’altra perché oltre ad essere buona ha anche numerosi benefici. Data la loro delicatezza, le ciliegie vengono raccolte rigorosamente a mano per non comprometterne le proprietà qualitative, nel periodo che va da inizio maggio, per le varietà precoci, fino a fine luglio per quelle tardive.

L’origine della ciliegia è antichissima, possiamo dire che accompagna da sempre la nostra alimentazione fin dai tempi della pietra: noccioli fossilizzati sono infatti stati trovati in molte caverne europee.

Noi italiani ne siamo ghiotti fin dai tempi dei romani quando i soldati, presi dalle loro missioni, lasciavano i noccioli in giro per l’impero per far crescere alberi di ciliegie e poterne sempre mangiare durante i pranzi primaverili ed estivi.

In Italia la ciliegia è infatti arrivata nel I secolo avanti Cristo, portata da Lucullo di ritorno da un viaggio in Turchia.
E da lì, possiamo dire, non ce la siamo più scordata!

Se anche tu come noi rimani affascinato dalla ciliegia ogni volta che te la presentano sulla tavola, allora sarai contento di scoprire che è a basso contenuto calorico (solo 40 calorie ogni 100 grammi). Una corretta alimentazione aiuta a rimanere in salute e mangiare le ciliegie può sicuramente farti bene.

Le ciliegie sono infatti frutti antiossidantiantinfiammatoridrenanti, stimolano la diuresi perché composte più dell’80% da acqua, e contengono davvero tantissime vitamine A, B, C, E, K e J e sali minerali come calcio, ferro, magnesio, potassio, zinco, fosforo. Aiutano inoltre contro il dolore muscolare indotto dall’esercizio fisico, la perdita di tonicità muscolare, il colesterolo LDL, la pressione arteriosa, contro i sintomi di artrite e l’insonnia.

Ricca fonte di antiossidanti

Gli antociani e la cianidina contenuti nella polpa della ciliegia apportano al corpo umano potenti antiossidanti utili nella lotta contro i radicali liberi. Sembrerebbe che le ciliegie siano infatti un rimedio naturale nella prevenzione del glaucoma e della degenerazione maculare, riducendo i danni agli occhi.

Ricca di potassio

Se pensi che una sola tazza di ciliegie soddisfa circa il 9% del fabbisogno giornaliero raccomandato di potassio, minerale vitale per il cuore, i reni, il cervello e i muscoli, allora adesso sai quanto possa essere utile fare uno spuntino a metà mattina con una macedonia di ciliegie! Il potassio riduce inoltre il rischio di ictus, allevia l’ipertensione e l’ipotensione, riduce i crampi muscolari e migliora la tonicità muscolare. 

Sapevi che esiste anche una ciliegia bianca?

Ebbene sì, si chiama Durone della Marca e la sua buccia è bianco-giallastro, appena arrossata dal sole, e anche la polpa si presenta altrettanto chiara, ma molto soda e consistente. Se non la conoscevi non ti preoccupare,  ne hai ancora molte da scoprire: esistono infatti oltre 1000 varietà di ciliegie!

 

Un capitolo a parte lo merita il fiore. Se in primavera non ti sei mai fermato sotto un ciliegio in fiore, non sai ancora che cosa ti sei perso: il ciliegio in fiore è uno spettacolo da togliere il fiato. Lo sanno bene i giapponesi il cui amore per la sua fioritura è tale da aver coniato un termine preciso per descriverlo addirittura 1300 anni fa: “hanami” che significa letteralmente “ammirare i fiori”.

Ogni anno in Giappone, vengono organizzate feste per ammirare i fiori dei ciliegi (sakura in giapponese), i veri protagonisti della festa. Qui il fiore di ciliegio riveste dei significati molto profondi e spirituali: il fiore sboccia infatti in modo molto appariscente ma dura pochi giorni, per questo è diventato il simbolo della stagionalità, della caducità della bellezza e, per estensione, della vita.

Una metafora diventata centrale nel buddismo, in particolare nel buddismo zen, dove il fiore del ciliegio ricorda ogni anno la natura effimera di tutte le cose, anche di quelle apparentemente destinate a durare.

 

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