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Cosa mette in tavola l?Italia il giorno di Pasqua

by Sinonimo di benessere
pastiera napoletana su un piatto

È arrivato il giorno dei pranzi abbondanti e delle uova di cioccolato da scartare. Casellina rossa sul calendario, festa nazionale: Pasqua. Che si festeggi in famiglia, da soli, in compagnia di amici, ci sono sempre delle tradizioni da rispettare quando si parla di piatti tipici. Qui facciamo un viaggio attraverso lo Stivale e vi raccontiamo cosa mette in tavola l’Italia il giorno di Pasqua.

Iniziamo da lui, il vero protagonista di questa domenica: l’agnello. Servito in tantissimi modi e accompagnato con altrettanti contorni, che tu sia trentino o siciliano, questo piatto non può mancare durante i festeggiamenti Pasquali. Ma come mai proprio l’agnello?
Vediamo insieme da dove deriva questa tradizione.

Le origini sono fondamentalmente di stampo religioso. Per il Cristianesimo l’agnello è l’animale sacrificale per eccellenza, presente in molti passi dell’Antico Testamento. Per gli ebrei la figura dell’agnello è centrale e si rifà al momento in cui Dio promise al popolo di Mosè la salvezza dei primogeniti se avessero segnato le porte delle loro case in Egitto con sangue d’agnello.

Ecco allora che oggi c’è chi lo prepara al forno con le patate (Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Campania), o se ci spostiamo in Sicilia con rosmarino e cipolle. C’è poi il tartufato in Umbria, “cacio e uova” in Molise e Abbruzzo, con i cardoncelli della Basilicata o cotto nel vino alla romana.

Insomma, di ricette ne abbiamo parecchie…ti stiamo facendo venire fame, lo sappiamo. Scalda i fornelli, siamo solo all’inizio!

  • La Pasqua al Nord

Trentino: la Pasqua chiama, gli asparagi rispondono! Un antipasto ricco e gustoso: gli asparagi bianchi. Dritti come soldatini nella pentola perché le punte devono restare crude, serviti con una salsina fatta di uova sode. Protagonisti indiscussi del palato e una gioia anche per gli occhi.

Liguria: sulle coste liguri si sente un profumo inconfondibile questa domenica: quello della torta pasqualina. Cotta al forno, ripiena di spinaci, ricotta e uova. Racchiusa nella pasta sfoglia e mangiata ancora calda. Un piatto sempre uguale dall’infanzia, uno di quei sapori che richiamano alla mente i ricordi di una vita.

Piemonte: Servito non solo a Pasqua, ma nelle occasioni speciali, in Piemonte è d’obbligo il brasato al barolo. Si tratta di uno stufato cotto a lungo nel famoso vino piemontese, che rilascia il suo vapore in tutta la casa e immediatamente crea quell’atmosfera di festa e calore familiare.

 

  • La Pasqua del Centro

Lazio: a Roma non è Pasqua senza l’abbacchio, un agnellino marinato per una notte intera in olio, vino bianco e rosmarino. Eh sì, ci si mettono d’impegno! Carne tenerissima e un trionfo di erbe aromatiche.

Toscana: un piatto che ha sfamato generazioni, un dolce tipico fiorentino: il pan di Ramerino. Preparato con uvetta e olio e aromatizzato al rosmarino. Crosta croccante e un cuore tenero. Un piatto semplice, dalle radici antiche che ancora oggi è un must have della tavola pasquale.

Marche: qui non può mancare la crescia, detta anche “la pizza di pasqua”. A base di farina, uova, pecorino, parmigiano. Classica e dorata, ottima da sola o per accompagnare una varietà di contorni.

  • La Pasqua meridionale

Campania: la Campania ha portato le sue tradizioni un po’ in tutto lo Stivale. La pastiera, infatti, è conosciuta dal Nord al Sud. Probabilmente non è consumata da tutte le famiglie italiane, ma di sicuro resta uno dei simboli pasquali per eccellenza. Le ricette di questo dolce sono varie, c’è chi ci mette i canditi, chi no, c’è chi è affezionato agli ingredienti segreti della nonna, chi la preferisce con le gocce di cioccolato. Di base, la pastiera consiste in una base di pasta frolla ripiena ricotta, grano bollito e canditi a scelta. Tipica partenopea e ricchissima in gusto. A Napoli non è veramente Pasqua senza una pastiera a fine pranzo!

Calabria: regina indiscussa la cuzzupa! Si tratta di una pagnotta a forma di ciambella che si ottiene lavorando la pasta da pane con strutto e peperoncino. Al centro l’immancabile uovo sodo.

Sicilia: l’isola siciliana festeggia la Pasqua con il tradizionalissimo sciuscieddu. Anche qui le versioni sono diverse, stavolta a seconda della città. A Palermo si cucina una minestra bollente con polpettine cotte in brodo. A Messina, invece, ha più l’aspetto di uno sformato al forno, arricchito con polpette di manzo, brodo di pollo e una crema di ricotta e uova battute. Insomma…una robetta leggera!

 

Qualunque sia la tua regione, qualunque sia il tuo piatto tipico, la Pasqua per tutti significa fare un salto nelle tradizioni, nei sapori conosciuti fin da bambini, nei ricordi di famiglia, nello scegliere la tovaglia giusta, i piatti conservati per le occasioni speciali.
Questo piccolo tour culinario che abbiamo fatto insieme si porta dietro persone, affetti, mani che impastano e bocche che assaggiano.

A tutti voi, noi di Sinonimo di Benessere auguriamo una felicissima Pasqua!

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