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La teoria del Pi Greco

by sinonimodibenessere

È possibile cambiare vita? Lasciare la propria città, gli amici, gli affetti, rinunciando alla vita che fino a qualche mese prima avevamo sognato? Forse si. Le probabilità non sarebbero molto alte, anzi, ma neanche totalmente assenti. E se esistesse almeno una possibilità, quante volte sarebbe possibile cambiare? Secondo Sasha Bouis la risposta è in una lettera dell’alfabeto greco classico: π. Pi Greco.

Nel suo valore di costante matematica, e non solo.

Ma chi è Sasha Bouis?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un passo abbastanza lungo a ritroso nel tempo e tornare a circa 15 anni fa.

Nel 2005 Sasha Bouis, newyorkese di Manhattan, consegue la laurea in ingegneria meccanica al MIT di Boston. Ha 28 anni e già da 5 lavora come programmatore informatico presso una delle più importanti agenzie di rating finanziario del mondo: Standard & Poor’s. Relegato in un cubicolo della sede, che realizza ricerche finanziari e analisi su titoli azionari e obbligazioni, Sasha è stanco di vivere la sua vita in quel modo sacrificato, nonostante goda di un’ottima retribuzione.

<> ammette candidamente, prima che si trasformasse in un incubo. Sasha mostra segni di insofferenza. La pausa pranzo diventa un modo per evadere da quella gabbia dorata. <> per respirare un’aria diversa e – camminando, camminando – un giorno vede lungo la strada che sta attraversando una scuola di vela.

La vista di quel Istituto riporta alla mente di Sasha ricordi fanciulleschi di quando suo padre gli insegnò a navigare a Long Island. La sua passione per il mare continuò, gareggiando a livello universitario, mentre frequentava il MIT. Un tuffo nel passato che vuole rivivere al presente. Decide così di lasciare tutto. Manhattan, il suo lavoro da consulente informatico e il cubicolo di Standard & Poor’s, prima di partire alla volta di Puerto Rico.

Si trasferisce subito sull’isola caraibica e lavora per poco più di un anno sulle barche a vela, poi un nuovo viaggio, a St. Thomas, nelle Isole Vergini britanniche per impartire lezioni di navigazione in un campo estivo.

Qui dopo poco conosce Tara, una ragazza che lavora come insegnante di scuola elementare nell’Indiana, che trascorre l’estate a St. Thomas dando lezioni di immersioni ai bambini. Tara è bellissima. Capelli lunghi castano chiaro, occhi scuri, penetranti, e un sorriso che mette in imbarazzo per la sua carica di  sensualità e dolcezza.

In poco tempo i due stringono un bel rapporto, agevolati anche dalla circostanza di lavorare per la stessa azienda. Diventano grandi amici. Si confidano sogni, aspettative, paure. Decidono di restare a St. Thomas, innamorati del tramonto che si scorge dall’estremità della costa orientale, nella baia di Christmas Cove. Decidono di restare e cercano un lavoro che possa assicurare loro di vivere in quel paradiso naturale per tutto l’anno. La soluzione è lavorare nel settore degli yacht in affitto.

Dopotutto Sasha è un capitano provetto e Tara un ottimo chef. Il settore dello yachting locale, tuttavia, sceglie i propri dipendenti attraverso un parametro inusuale. Oltre i requisiti indispensabili di navigazione e di cucina (per gli ospiti), per essere scelti è necessario essere… una coppia. Così – per l’occorrenza – fingono di stare insieme, e dopo una lunga selezione vengono scelti.

Lavorano 8 anni sugli yacht. Sasha è il capitano delle imbarcazioni, Tara lo chef gourmet dai piatti sofisticati, tanto da vincere per ben due volte il contest culinario BVI Charter Yacht Show. Nel frattempo il loro “rapporto di convenienza” si trasforma in amore e nel 2012 decidono di sposarsi.

Dopo 8 anni sulle barche, però, i due sono stanchi dei ritmi stressanti a cui sono sottoposti. Il lavoro è intenso. Sette giorni su sette. Dieci mesi su dodici. Le festività ricorrenti non esistono e non è consentito ammalarsi. Quello che sembrava un lavoro da sogno, inizia a diventare poco più che un bellissimo incubo.

<> racconta Tara <>. Fantasticano tutta la notte sull’idea di una pizzeria galleggiante, sgranocchiando pop-corn. Nasce così l’idea di mettere su una pizza’s boat. Ci sono solo due problemi: nessuno dei due ha conoscenze sul come si faccia una pizza e, men che meno, possiedono una barca. Nonostante ciò, dice Tara, <>.

Sasha e Tara decidono di lasciare il settore dello yachting e iniziano una nuova vita. Cercano sull’isola di Tortola, la più grande delle Isole Vergini, una barca che si adatti al loro scopo. Dopo  s’imbattono in un motoscafo di 37 piedi (poco più di 11 metri), “la Pagan”, costruita e progettata a Sheffield, in Inghilterra, da G.L. Watson. In totale stato di abbandono da oltre 10 anni, con la maggior parte degli interni in legno divorati dalle termiti, ma con lo scafo in alluminio intatto e con le giuste dimensioni e forme per installare una cucina e un forno per pizze di livello commerciale.

La coppia decide di acquistarla e i lavori di restauro durano circa 2 anni. Sasha, forte delle sue competenze di ingegnere meccanico, stila un progetto per la messa a nuovo della pizza’s boat. Progetta un sistema di ventilazione del cappuccio per incanalare il calore del forno fuori dalla cambusa; installa un generatore di acqua fai da te per lavare i piatti che produca 40 galloni l’ora (oltre 150 litri d’acqua); per fornire energia agli elettrodomestici, attrezzano la barca con pannelli solari; optano per una bilancia sospesa a cesto del soffitto per evitare che le misurazioni non vengano distorte dalle onde; infine, comprano un forno elettrico con rivestimento in doppio mattone con una capacità di sfornare 4 pizze ogni 15 minuti. Danno fondo a tutti i loro risparmi e fanno tutto da soli. Ciò che non conoscono lo scoprono grazie a dei tutorial su You-Tube. Per risparmiare alloggiano sulla Pagan. Dopo circa 2 anni la pizza’s boat è pronta.

<> sorride Tara <>.

Poco prima dell’apertura, Tara va su google alla ricerca di un corso intensivo su come cucinare la pizza. S’imbatte in una scuola di cucina a Staten Island chiamata Goodfellas. La pizza in vero stile newyorkese, con la crosta sottile e croccante. In poco meno di due settimane, Tara inizia a sfornare le prime pizze. Manca poco all’apertura della prima pizza’s boat, e ai coniugi Bouis non resta che una cosa da fare: trovare un nome alla barca.

> racconta Tara

Pizza π ha aperto nel novembre del 2014 e su TripAdvisor ha una valutazione di 5 stelle con oltre 400 recensioni. Producono circa 40 pizze al giorno e i costi non sono proprio bassi. Ogni 14 marzo, Sasha e Tara organizzano la giornata speciale del Pi-greco (3-14), nella quale il numero di pizze richieste è maggiore rispetto agli altri giorni dell’anno.

Ogni mattina la coppia esce sulla barca per riscaldare i forni. Sono aperti dalle 11 del mattino alle 18 del pomeriggio. Poi si lasciano trasportare dai colori suggestivi del tramonto che si vede dalla baia di Christmas Cove.

Nel dicembre del 2015 hanno avuto la loro prima figlia.

Sono passati 14 anni da quando Sasha Bouis ha lasciato New York, il suo lavoro da programmatore informatico per Standard & Poor’s e il cubicolo in cui era relegato. Ora vive a St.Thomas con Tara e la figlioletta. Respira aria di mare e vive la vita e il suo sogno americano. Forse sarà questa la sua ultima vita. <<Chissà>> dice Sasha <π è davvero un numero speciale. È  irrazionale, trascendente e non si ripete mai. Chissà>> ripete <>.
Proprio come le vite di Sasha e Tara. Infinite!

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