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Un misto tra tenerezza e grottesco: il tapiro

by Sinonimo di benessere
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Di animali strambi è pieno il mondo. Forme improbabili, atteggiamenti divertenti, abitudini fuori dal comune. In questo articolo conosciamo da vicino un esemplare tanto buffo quanto tenero: il tapiro. Un erbivoro dalle qualità impensabili, dall’animo pacato e dal particolarissimo naso a proboscide. Facciamo un mini viaggio insieme a lui.

Facciamo un veloce salto nel passato e rispolveriamo un po’ di definizione storiche. Eocene. Questa parola si riferisce all’epoca geologica compresa tra 58 e 27 milioni di anni fa. Ed è esattamente quello il momento in cui sono apparsi i tapiri sulla Terra. Da allora la loro forma e il loro aspetto sono rimasti praticamente identici, assicurandosi per questo il nome di fossili viventi.

Oggi sopravvivono quattro specie di tapiro: il tapiro di montagna (Tapirus pinchaque), il tapiro di Baird (Tapirus bairdii), il tapiro americano (Tapirus terrestris) e il tapiro dalla gualdrappa (Tapirus indicus).
Tutti hanno la stessa identica caratteristica, la prima immagine che ci viene in mente se dobbiamo immaginarci questo simpatico mammifero: la piccola proboscide. Altro non è se non una protuberanza sul labbro superiore usato per raccogliere frutti e foglie.

Vivono principalmente nelle foreste tropicali. Il loro habitat naturale è umido, sempre nei pressi di una fonte d’acqua. Sono tra i più grossi mammiferi esistenti, ma anche tra i più indifesi. Già. Vittime e non predatori, sono infatti animali estremamente lenti con riflessi per niente allenati. Non sono praticamente mai in allerta. Insomma, non hanno una vita semplice. Restano lì, nel loro angolino, a cercare un po’ di erba da mangiare e a godersi la loro foresta. Uno stile di vita che ci fa sorridere e intenerire…ma non così positivo per loro!

  • I CUCCIOLI

I giovani tapiri di tutte le specie sono scuri e caratterizzati da strisce e macchie gialle e bianche sul corpo e sulle zampe, un insieme di colori che di solito sparisce a 6-8 mesi. Più crescono, più il colore diventa omogeneo.

  • MAMMA TAPIRO

Una gravidanza non semplice, quella di mamma tapiro. Ben 13
mesi di gestazione
. Generalmente nasce un
solo animale, molto raramente due. Questo è sicuramente un punto a
loro svantaggio perché li mette in una condizione rischiosa.
Sono
infatti sempre di meno gli esemplari
, aspetto
causato anche dalle deforestazioni e dalla caccia. Insomma, uno dei
tanti esempi della poca gentilezza umana 
nei confronti della
Terra.

  • I GIARDINIERI DELLA FORESTA

I tapiri sono grandi camminatori. Percorrono grandi distanze e “mappano” la foresta lasciando i segni del loro passaggio, disperdendo semi. Questo modifica anche l’aspetto della flora, favorendo la crescita di germogli. Senza i tapiri le foreste sarebbero un po’ meno ricche!

  • LA CACCIA AL TAPIRO

Purtroppo, si tratta di una pratica molto comune. In Amazzonia molte aree immediatamente circostanti agli insediamenti delle comunità sono prive di tapiri. Perché? Decimati dalla caccia.
Anche qui, si tratta del riflesso di una società con poca attenzione nei confronti delle altre specie. Spesso ci dimentichiamo che non abbiamo libertà e potere su tutto ciò che ci circonda. 

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